venerdì 27 febbraio 2015
mercoledì 29 giugno 2011
KATIA E RICCARDO A LEZIONE DI BONSAI
La lezione sulla margotta dinamica si può vederla aprendo il mio sito:
www.armandodalcolseiwabonsaien.com
Un caro saluto a Katia e ai tanti tuoi visitatori del blog.
Armando e Haina
www.armandodalcolseiwabonsaien.com
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Armando e Haina
domenica 24 maggio 2009
Presentazione del Giardino Museo Bonsai della Serenità
“SEI WA MUSEUM BONSAI EN”
GIARDINO MUSEO BONSAI DELLA SERENITA’
di ARMANDO DAL COL.
Armando Dal Col è uno dei padri fondatori fra i più famosi cultori e creatori italiani di Bonsai della prima generazione, il quale utilizza prevalentemente specie autoctone della flora italiana ed europea, spaziando il suo interesse anche per alcune specie giapponesi e del florovivaismo internazionale. Ha attribuito un nome giapponese al suo giardino: “SEI WA BONSAI EN”, letteralmente, Giardino Bonsai della Serenità.
Nel Gennaio del 1998, trasferitosi definitivamente da Belluno a Tarzo, -suo paese natale- il Giardino è ora chiamato “GIARDINO MUSEO BONSAI DELLA SERENITA’” com’era nelle sue aspirazioni.
Da vero pioniere, ha iniziato la sua passione per gli alberi in miniatura nella lontana primavera del 1963 dopo essersi trasferito da LONGARONE a Belluno iniziando con un pesco da frutto. Il destino l’ha così salvato dall’immane catastrofe del VAJONT avvenuta il 9 Ottobre dello stesso anno, le cui acque avevano cancellato il paese di Longarone insieme ai suoi genitori, ad una sorella e ad un nipotino.
Il suo approccio con il Bonsai era dovuto probabilmente al suo DNA per il suo carattere romantico; da ragazzo, infatti, gli piaceva ammirare gli alberi fioriti in primavera, ed allungando un braccio vedeva l’albero proiettarsi sul palmo della sua mano. E fu così che gli nacque l’idea di creare un albero in miniatura che potesse vivere in una ciotola da ammirare fra le mani.
Ha attinto le sue conoscenze dalla natura che lo circonda, la Natura, infatti, è stata il suo vero Maestro. All’epoca ignorava l’esistenza del Bonsai che apprese, casualmente, tre anni dopo, leggendo un articolo riguardo alla prima Euroflora del 1966 che si tiene a Genova ogni cinque anni. In quella prima grande occasione ci furono dei giapponesi che esposero degli “Alberi in miniatura coltivati nei vasi”, ma non geneticamente tali, bensì creati artisticamente dall’uomo!
Il nome del Giardino Museo Bonsai della Serenità ha sicuramente fatto il giro del mondo e molte sono le persone che l’hanno visitato, sia pure in modo virtuale, ma anche dal vero. E’ un nome facile da ricordare, forse un po’ meno quello del suo creatore: Armando Dal Col.
Il Giardino Museo Bonsai della Serenità si estende su un’area di mille metri quadrati circa, compreso una parte della collina ed è stato progettato affinché la sua fruizione fosse allargata non ai soli appassionati, ma a un pubblico più vasto, perché il giardino sia un veicolo educativo per chi non possiede la cultura del verde. Lo scopo è quello di preservare quanto è stato creato in questi decenni, affinché anche le generazioni future possano ammirare questi capolavori naturali viventi.
Il museo Bonsai è visitabile tutti i giorni e qui, più che altrove, si possono ammirare le centinaia di opere create da Armando in più di quarant’anni di incessante ricerca evolutiva, molte delle quali sono state pluripremiate in Giappone dalla Nippon Bonsai Association, la massima autorità mondiale di Bonsai la quale, già nel lontano 1982 gli ha dedicato una pagina nella loro rivista “BONSAI SHUNJU” e, nel 1986 gli ha rilasciato il diploma ufficiale di merito di “Istruttore maestro” dell’arte Bonsai grazie alle sue creazioni, come il famoso “Faggio Patriarca” classificatosi al primo posto al concorso internazionale nel 1986. Ma innumerevoli riconoscimenti e primi premi li ha avuti anche in campo nazionale come la famosa TARGA ORO UBI 2003 rilasciatagli dall’UNIONE BONSAISTI ITALIANI (UBI) per i suoi meriti nella diffusione dell’Arte Bonsai amatoriale in Italia, e per il suo quarantennale alla carriera nel bonsaismo.
I suoi libri: BONSAI E SUISEKI, BONSAI L’EVOLUZIONE, BONSAI DELLA FLORA ITALICA, e BONSAI TECNICHE SOFISTICATE hanno avuto il plauso fra gli appassionati di Bonsai, e non solo in Italia.
La sua fama incontrastata è cresciuta grazie anche -e soprattutto- alla preziosa collaborazione della moglie Haina, conosciuta in uno dei suoi viaggi in Estremo Oriente, divenuta discepola appassionata e silenziosa, dotata di talento e di un grande entusiasmo ed intenso amore per la Natura.
Il visitatore che si reca a visitare il Giardino Museo Bonsai della Serenità sito nel centro storico del comune di Tarzo, nella Marca Trevigiana a Ovest fra Vittorio Veneto e Conegliano, rimane “catturato” dalle bellezze dei vigneti lungo la “Strada del vino bianco del famoso Prosecco” e, dell’incantevole valle con i laghi e le colline che circondano Tarzo, trovandosi nello stesso tempo fra due mondi. Il 1°, immerso nel caotico mondo frenetico del giorno d’oggi, mentre nel 2° gli sembrerà di tuffarsi indietro nel tempo, immerso in un’atmosfera particolarmente suggestiva. I Bonsai, non semplicemente esposti, a fila sui bancali, o appoggiati su dei tronchi, o negli spazi faticosamente ricavati sulla collina, ma inglobati nel verde quasi fossero un tutt’uno, divengono così un luogo di riflessione, di meditazione, di ricreazione, di diletto.
Grazie alla magia dei suoi silenzi, il visitatore nel lento fluire delle stagioni avrà l’opportunità di vivere l’atmosfera rarefatta intrisa di filosofia Zen, presente nel Giardino Bonsai della serenità, e gioire del contrasto tra un piccolo angolo orientaleggiante e lo sfondo delle Dolomiti Bellunesi, contrasto che è anche rapporto dialettico tra i due scenari. A chiunque desideri vivere le piacevoli sensazioni che il Giardino Bonsai suscita, Armando e Haina sono ben lieti di aprire le loro porte ai visitatori. Tel. 0438.587265.
Cell. 349 3708802.
Foto 1.
ARMANDO E HAINA in una zona del Giardino Museo Bonsai della Serenità mentre modellano un pino silvestre.
Foto 2.
IL GIARDINO MUSEO BONSAI DELLA SERENITA’ RIPRESO IN AUTUNNO.
Foto 3.
Armando Dal Col e la moglie Haina di fianco al famoso “FAGGIO PATRIARCA” fotografato nella primavera del 2006.
Foto 4. Haina rimodella un vecchio Pino silvestre, il quale necessita di essere “ripulito” da una vegetazione dominante.
Foto 5. Haina è giunta al termine della rimodellatura del pino, togliendo le parti dominanti che potrebbero indebolire i rametti deboli e, riposizionando i rami per farli assumere un aspetto più gradevole nella forma complessiva del Bonsai.
ARMANDO DAL COL E LA MOGLIE HAINA SI RENDONO DISPONIBILI A CHIUNQUE DESIDERI FARSI RIMODELLARE UN LORO BONSAI O FREQUENTARE DEGLI STAGE PERSONALI IN SEDE.
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GIARDINO MUSEO BONSAI DELLA SERENITA’, DI ARMANDO DAL COL. Armando Dal Col è uno dei padri fondatori fra i più famosi cultori e creatori italiani di Bonsai della prima generazione, il quale utilizza prevalentemente specie autoctone della flora italiana ed europea, spaziando il suo interesse anche per alcune specie giapponesi e del florovivaismo internazionale. Ha attribuito un nome giapponese al suo giardino: “SEI WA BONSAI EN”, letteralmente, Giardino Bonsai della Serenità. Nel Gennaio del 1998, trasferitosi definitivamente da Belluno a Tarzo, -suo paese natale- il Giardino è ora chiamato “GIARDINO MUSEO BONSAI DELLA SERENITA’” com’era nelle sue aspirazioni. Da vero pioniere, ha iniziato la sua passione per gli alberi in miniatura nella lontana primavera del 1963 dopo essersi trasferito da LONGARONE a Belluno iniziando con un pesco da frutto. Il destino l’ha così salvato dall’immane catastrofe del VAJONT avvenuta il 9 Ottobre dello stesso anno, le cui acque avevano cancellato il paese di Longarone insieme ai suoi genitori, ad una sorella e ad un nipotino. Il suo approccio con il Bonsai era dovuto probabilmente al suo DNA per il suo carattere romantico; da ragazzo, infatti, gli piaceva ammirare gli alberi fioriti in primavera, ed allungando un braccio vedeva l’albero proiettarsi sul palmo della sua mano. E fu così che gli nacque l’idea di creare un albero in miniatura che potesse vivere in una ciotola da ammirare fra le mani. Ha attinto le sue conoscenze dalla natura che lo circonda, la Natura, infatti, è stata il suo vero Maestro. All’epoca ignorava l’esistenza del Bonsai che apprese, casualmente, tre anni dopo, leggendo un articolo riguardo alla prima Euroflora del 1966 che si tiene a Genova ogni cinque anni. In quella prima grande occasione ci furono dei giapponesi che esposero degli “Alberi in miniatura coltivati nei vasi”, ma non geneticamente tali, bensì creati artisticamente dall’uomo! Il nome del Giardino Museo Bonsai della Serenità ha sicuramente fatto il giro del mondo e molte sono le persone che l’hanno visitato, sia pure in modo virtuale, ma anche dal vero. E’ un nome facile da ricordare, forse un po’ meno quello del suo creatore: Armando Dal Col. Il Giardino Museo Bonsai della Serenità si estende su un’area di mille metri quadrati circa, compreso una parte della collina ed è stato progettato affinché la sua fruizione fosse allargata non ai soli appassionati, ma a un pubblico più vasto, perché il giardino sia un veicolo educativo per chi non possiede la cultura del verde. Lo scopo è quello di preservare quanto è stato creato in questi decenni, affinché anche le generazioni future possano ammirare questi capolavori naturali viventi. Il museo Bonsai è visitabile tutti i giorni e qui, più che altrove, si possono ammirare le centinaia di opere create da Armando in più di quarant’anni di incessante ricerca evolutiva, molte delle quali sono state pluripremiate in Giappone dalla Nippon Bonsai Association, la massima autorità mondiale di Bonsai la quale, già nel lontano 1982 gli ha dedicato una pagina nella loro rivista “BONSAI SHUNJU” e, nel 1986 gli ha rilasciato il diploma ufficiale di merito di “Istruttore maestro” dell’arte Bonsai grazie alle sue creazioni, come il famoso “Faggio Patriarca” classificatosi al primo posto al concorso internazionale nel 1986. Ma innumerevoli riconoscimenti e primi premi li ha avuti anche in campo nazionale come la famosa TARGA ORO UBI 2003 rilasciatagli dall’UNIONE BONSAISTI ITALIANI (UBI) per i suoi meriti nella diffusione dell’Arte Bonsai amatoriale in Italia, e per il suo quarantennale alla carriera nel bonsaismo. I suoi libri: BONSAI E SUISEKI, BONSAI L’EVOLUZIONE, BONSAI DELLA FLORA ITALICA, e BONSAI TECNICHE SOFISTICATE hanno avuto il plauso fra gli appassionati di Bonsai, e non solo in Italia. La sua fama incontrastata è cresciuta grazie anche -e soprattutto- alla preziosa collaborazione della moglie Haina, conosciuta in uno dei suoi viaggi in Estremo Oriente, divenuta discepola appassionata e silenziosa, dotata di talento e di un grande entusiasmo ed intenso amore per la Natura. Il visitatore che si reca a visitare il Giardino Museo Bonsai della Serenità sito nel centro storico del comune di Tarzo, nella Marca Trevigiana a Ovest fra Vittorio Veneto e Conegliano, rimane “catturato” dalle bellezze dei vigneti lungo la “Strada del vino bianco del famoso Prosecco” e, dell’incantevole valle con i laghi e le colline che circondano Tarzo, trovandosi nello stesso tempo fra due mondi. Il 1°, immerso nel caotico mondo frenetico del giorno d’oggi, mentre nel 2° gli sembrerà di tuffarsi indietro nel tempo, immerso in un’atmosfera particolarmente suggestiva. I Bonsai, non semplicemente esposti, a fila sui bancali, o appoggiati su dei tronchi, o negli spazi faticosamente ricavati sulla collina, ma inglobati nel verde quasi fossero un tutt’uno, divengono così un luogo di riflessione, di meditazione, di ricreazione, di diletto. Grazie alla magia dei suoi silenzi, il visitatore nel lento fluire delle stagioni avrà l’opportunità di vivere l’atmosfera rarefatta intrisa di filosofia Zen, presente nel Giardino Bonsai della serenità, e gioire del contrasto tra un piccolo angolo orientaleggiante e lo sfondo delle Dolomiti Bellunesi, contrasto che è anche rapporto dialettico tra i due scenari. A chiunque desideri vivere le piacevoli sensazioni che il Giardino Bonsai suscita, Armando e Haina sono ben lieti di aprire le loro porte ai visitatori. Tel. 0438.587265. Cell. 349 3708802. Foto 1. ARMANDO E HAINA “Ripresi” in una zona del Giardino Museo Bonsai della Serenità in un periodo dell’anno particolarmente suggestivo. Foto 2. IL GIARDINO MUSEO BONSAI DELLA SERENITA’ RIPRESO IN AUTUNNO. Foto 3. Armando Dal Col e la moglie Haina di fianco al famoso “FAGGIO PATRIARCA” fotografato nella primavera del 2006. Foto 4. Haina rimodella un vecchio Pino silvestre, il quale necessita di essere “ripulito” da una vegetazione dominante. Foto 5. Haina è giunta al termine della rimodellatura del pino, togliendo le parti dominanti che potrebbero indebolire i rametti deboli e, riposizionando i rami per farli assumere un aspetto più gradevole nella forma complessiva del Bonsai. ARMANDO DAL COL E LA MOGLIE HAINA SI RENDONO DISPONIBILI A CHIUNQUE DESIDERI FARSI RIMODELLARE UN LORO BONSAI O FREQUENTARE DEGLI STAGE PERSONALI IN SEDE.
GARDEN MUSEUM BONSAI OF THE SERENITA', OF ARMING FROM WITH Arming From With it is one of the founding fathers between the most famous cultori and Italian creators of Bonsai of the first generation, which mostly uses species native of the Italian and European flora, spacing its interest also for some species Japanese and of the international florovivaismo. It has attributed a Japanese name to its garden: “SIX WA BONSAI EN”, literally, Garden Bonsai of the Serenity. In January of 1998, moved definitively from Belluno to Tarzo, - its native country the called Garden is hour “GARDEN MUSEUM BONSAI OF the SERENITA'” com' was in its aspirations. From true pioneer, it has begun its passion for the trees in miniatura in the far spring of 1963 after it are moved from LONGARONE to Belluno beginning with I fish from fruit. The destiny it therefore has saved from the immane catastrophe of 9 the happened VAJONT October of the same year, whose waters had cancelled the country of Longarone with to its parents, one sister and a nipotino. Its approach with the Bonsai had had probably to its DNA for its romantico character; from boy, in fact, it appealed to to it to admire the trees bloomed in spring, and lengthening an arm it saw the tree to cast on the palm of its hand. And it was therefore that nacque the idea to create a tree in miniatura that could living in one ciotola admire between the hands. It has reached its acquaintances from the nature that encircles it, the Nature, in fact, he has been its true Master. To the age it ignored the existence of the Bonsai that learned, accidentally, three years after, reading an article with regard to the first Euroflora of 1966 that it keeps to every Genoa five years. In that first great occasion there were of the Japanese who exposed of the “Trees in miniatura cultivate to you in go themselves”, but not genetically such, but created artistic from the man! The name of the Garden Museum Bonsai of the Serenity has sure gone around of the world and many are the persons who have visited it, are pure in virtual way, but also from the true one. And' a name easy to remember, perhaps a little less that one of its creator: Arming From With The Garden Museum Bonsai of the Serenity extends on an area of thousand meters squared approximately, comprised a part of the hill and has been planned so that its fruizione was increased to the single ones does not get passionate to you, but to public the immensest one, because the garden is an educational vehicle for who does not possess the culture of the green. The scope is that one of preservare how much has been created in these decades, so that also the future generations can admire these natural capolavori living. The museum Bonsai is visitabile every day and here, more than elsewhere, the hundreds of works created can be admired from Arming in more than forty years than incessant evolutionary search, many of which have been pluripremiate in Japan from the Nippon Association Bonsai, the maximum world-wide authority of Bonsai which, already in far away the 1982 has dedicated to a page in their review “BONSAI to it SHUNJU” and, in 1986 it has rilasciato the official diploma of merit of “main Instructor” of the art Bonsai thanks to its creations, like the famous “Faggio classified Patriarch” to the first place to the international competition in 1986. But innumerevoli acknowledgments and first prizes have had them also in national field like the famous PLATE GOLD UBI 2003 rilasciatagli from ITALIAN UNION BONSAISTI (UBI) for its merits in the spread of the Art amatoriale Bonsai in Italy, and for its quarantennale to the career in the bonsaismo. Its books: BONSAI and SUISEKI, BONSAI the EVOLUTION, BONSAI OF FLORA ITALICA, and SOPHISTICATED TECHNICAL BONSAIS have had the plauso between get passionate you to it of Bonsai, and not only in Italy. Its incontrastata reputation has grown thanks also - and above all to the precious collaboration of the moglie Haina, known in one of its travels in Far East, become passionate and silent disciple, equipped of talent and a great enthusiasm and intense love for the Nature. The visitor that os to visit the Garden Museum Bonsai of the situated Serenity in the historical center of the common one of Tarzo, in Marca Trevigiana to the West between Vittorio Veneto and Conegliano, remains “captured” from the beauties of the vineyards long the “Road of the wine white man of the famous Prosecco” and, of the charming one at the same time goes them with lagos and the hills that they encircle Tarzo, finding itself between two worlds. The 1°, dipped in the chaotic phrenetic world of the day today, while in 2° it it will seem to dive itself behind in the time, dipped in a particularly evocative atmosphere. The Bonsais, not simply exposed, to row on the benches, or support to you on the log, or in the spaces laboriously it gains to you on the hill, but inglobati in the green nearly they were tutt' a one, become therefore a delight, recreation, meditation, reflection place. Thanks to the mag ia dei suoi silenzi, il visitatore nel lento fluire delle stagioni avrà l’opportunità di vivere l’atmosfera rarefatta intrisa di filosofia Zen, presente nel Giardino Bonsai della serenità, e gioire del contrasto tra un piccolo angolo orientaleggiante e lo sfondo delle Dolomiti Bellunesi, contrasto che è anche rapporto dialettico tra i due scenari. A chiunque desideri vivere le piacevoli sensazioni che il Giardino Bonsai suscita, Armando e Haina sono ben lieti di aprire le loro porte ai visitatori. Tel. 0438.587265. Cell. 349 3708802. Foto 1. ARMANDO E HAINA “Ripresi” in una zona del Giardino Museo Bonsai della Serenità in un periodo dell’anno particolarmente suggestivo. Foto 2. IL GIARDINO MUSEO BONSAI DELLA SERENITA’ RIPRESO IN AUTUNNO. Foto 3. Armando Dal Col e la moglie Haina di fianco al famoso “FAGGIO PATRIARCA” fotografato nella primavera del 2006. Foto 4. Haina rimodella un vecchio Pino silvestre, il quale necessita di essere “ripulito” da una vegetazione dominante. Foto 5. Haina è giunta al termine della rimodellatura del pino, togliendo le parti dominanti che potrebbero indebolire i rametti deboli e, riposizionando i rami per farli assumere un aspetto più gradevole nella forma complessiva del Bonsai. ARMANDO DAL COL E LA MOGLIE HAINA SI RENDONO DISPONIBILI A CHIUNQUE DESIDERI FARSI RIMODELLARE UN LORO BONSAI O FREQUENTARE DEGLI STAGE PERSONALI IN SEDE.
GIARDINO MUSEO BONSAI DELLA SERENITA’
di ARMANDO DAL COL.
Armando Dal Col è uno dei padri fondatori fra i più famosi cultori e creatori italiani di Bonsai della prima generazione, il quale utilizza prevalentemente specie autoctone della flora italiana ed europea, spaziando il suo interesse anche per alcune specie giapponesi e del florovivaismo internazionale. Ha attribuito un nome giapponese al suo giardino: “SEI WA BONSAI EN”, letteralmente, Giardino Bonsai della Serenità.
Nel Gennaio del 1998, trasferitosi definitivamente da Belluno a Tarzo, -suo paese natale- il Giardino è ora chiamato “GIARDINO MUSEO BONSAI DELLA SERENITA’” com’era nelle sue aspirazioni.
Da vero pioniere, ha iniziato la sua passione per gli alberi in miniatura nella lontana primavera del 1963 dopo essersi trasferito da LONGARONE a Belluno iniziando con un pesco da frutto. Il destino l’ha così salvato dall’immane catastrofe del VAJONT avvenuta il 9 Ottobre dello stesso anno, le cui acque avevano cancellato il paese di Longarone insieme ai suoi genitori, ad una sorella e ad un nipotino.
Il suo approccio con il Bonsai era dovuto probabilmente al suo DNA per il suo carattere romantico; da ragazzo, infatti, gli piaceva ammirare gli alberi fioriti in primavera, ed allungando un braccio vedeva l’albero proiettarsi sul palmo della sua mano. E fu così che gli nacque l’idea di creare un albero in miniatura che potesse vivere in una ciotola da ammirare fra le mani.
Ha attinto le sue conoscenze dalla natura che lo circonda, la Natura, infatti, è stata il suo vero Maestro. All’epoca ignorava l’esistenza del Bonsai che apprese, casualmente, tre anni dopo, leggendo un articolo riguardo alla prima Euroflora del 1966 che si tiene a Genova ogni cinque anni. In quella prima grande occasione ci furono dei giapponesi che esposero degli “Alberi in miniatura coltivati nei vasi”, ma non geneticamente tali, bensì creati artisticamente dall’uomo!
Il nome del Giardino Museo Bonsai della Serenità ha sicuramente fatto il giro del mondo e molte sono le persone che l’hanno visitato, sia pure in modo virtuale, ma anche dal vero. E’ un nome facile da ricordare, forse un po’ meno quello del suo creatore: Armando Dal Col.
Il Giardino Museo Bonsai della Serenità si estende su un’area di mille metri quadrati circa, compreso una parte della collina ed è stato progettato affinché la sua fruizione fosse allargata non ai soli appassionati, ma a un pubblico più vasto, perché il giardino sia un veicolo educativo per chi non possiede la cultura del verde. Lo scopo è quello di preservare quanto è stato creato in questi decenni, affinché anche le generazioni future possano ammirare questi capolavori naturali viventi.
Il museo Bonsai è visitabile tutti i giorni e qui, più che altrove, si possono ammirare le centinaia di opere create da Armando in più di quarant’anni di incessante ricerca evolutiva, molte delle quali sono state pluripremiate in Giappone dalla Nippon Bonsai Association, la massima autorità mondiale di Bonsai la quale, già nel lontano 1982 gli ha dedicato una pagina nella loro rivista “BONSAI SHUNJU” e, nel 1986 gli ha rilasciato il diploma ufficiale di merito di “Istruttore maestro” dell’arte Bonsai grazie alle sue creazioni, come il famoso “Faggio Patriarca” classificatosi al primo posto al concorso internazionale nel 1986. Ma innumerevoli riconoscimenti e primi premi li ha avuti anche in campo nazionale come la famosa TARGA ORO UBI 2003 rilasciatagli dall’UNIONE BONSAISTI ITALIANI (UBI) per i suoi meriti nella diffusione dell’Arte Bonsai amatoriale in Italia, e per il suo quarantennale alla carriera nel bonsaismo.
I suoi libri: BONSAI E SUISEKI, BONSAI L’EVOLUZIONE, BONSAI DELLA FLORA ITALICA, e BONSAI TECNICHE SOFISTICATE hanno avuto il plauso fra gli appassionati di Bonsai, e non solo in Italia.
La sua fama incontrastata è cresciuta grazie anche -e soprattutto- alla preziosa collaborazione della moglie Haina, conosciuta in uno dei suoi viaggi in Estremo Oriente, divenuta discepola appassionata e silenziosa, dotata di talento e di un grande entusiasmo ed intenso amore per la Natura.
Il visitatore che si reca a visitare il Giardino Museo Bonsai della Serenità sito nel centro storico del comune di Tarzo, nella Marca Trevigiana a Ovest fra Vittorio Veneto e Conegliano, rimane “catturato” dalle bellezze dei vigneti lungo la “Strada del vino bianco del famoso Prosecco” e, dell’incantevole valle con i laghi e le colline che circondano Tarzo, trovandosi nello stesso tempo fra due mondi. Il 1°, immerso nel caotico mondo frenetico del giorno d’oggi, mentre nel 2° gli sembrerà di tuffarsi indietro nel tempo, immerso in un’atmosfera particolarmente suggestiva. I Bonsai, non semplicemente esposti, a fila sui bancali, o appoggiati su dei tronchi, o negli spazi faticosamente ricavati sulla collina, ma inglobati nel verde quasi fossero un tutt’uno, divengono così un luogo di riflessione, di meditazione, di ricreazione, di diletto.
Grazie alla magia dei suoi silenzi, il visitatore nel lento fluire delle stagioni avrà l’opportunità di vivere l’atmosfera rarefatta intrisa di filosofia Zen, presente nel Giardino Bonsai della serenità, e gioire del contrasto tra un piccolo angolo orientaleggiante e lo sfondo delle Dolomiti Bellunesi, contrasto che è anche rapporto dialettico tra i due scenari. A chiunque desideri vivere le piacevoli sensazioni che il Giardino Bonsai suscita, Armando e Haina sono ben lieti di aprire le loro porte ai visitatori. Tel. 0438.587265.
Cell. 349 3708802.
Foto 1.
ARMANDO E HAINA in una zona del Giardino Museo Bonsai della Serenità mentre modellano un pino silvestre.
Foto 2.
IL GIARDINO MUSEO BONSAI DELLA SERENITA’ RIPRESO IN AUTUNNO.
Foto 3.
Armando Dal Col e la moglie Haina di fianco al famoso “FAGGIO PATRIARCA” fotografato nella primavera del 2006.
Foto 4. Haina rimodella un vecchio Pino silvestre, il quale necessita di essere “ripulito” da una vegetazione dominante.
Foto 5. Haina è giunta al termine della rimodellatura del pino, togliendo le parti dominanti che potrebbero indebolire i rametti deboli e, riposizionando i rami per farli assumere un aspetto più gradevole nella forma complessiva del Bonsai.
ARMANDO DAL COL E LA MOGLIE HAINA SI RENDONO DISPONIBILI A CHIUNQUE DESIDERI FARSI RIMODELLARE UN LORO BONSAI O FREQUENTARE DEGLI STAGE PERSONALI IN SEDE.
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GIARDINO MUSEO BONSAI DELLA SERENITA’, DI ARMANDO DAL COL. Armando Dal Col è uno dei padri fondatori fra i più famosi cultori e creatori italiani di Bonsai della prima generazione, il quale utilizza prevalentemente specie autoctone della flora italiana ed europea, spaziando il suo interesse anche per alcune specie giapponesi e del florovivaismo internazionale. Ha attribuito un nome giapponese al suo giardino: “SEI WA BONSAI EN”, letteralmente, Giardino Bonsai della Serenità. Nel Gennaio del 1998, trasferitosi definitivamente da Belluno a Tarzo, -suo paese natale- il Giardino è ora chiamato “GIARDINO MUSEO BONSAI DELLA SERENITA’” com’era nelle sue aspirazioni. Da vero pioniere, ha iniziato la sua passione per gli alberi in miniatura nella lontana primavera del 1963 dopo essersi trasferito da LONGARONE a Belluno iniziando con un pesco da frutto. Il destino l’ha così salvato dall’immane catastrofe del VAJONT avvenuta il 9 Ottobre dello stesso anno, le cui acque avevano cancellato il paese di Longarone insieme ai suoi genitori, ad una sorella e ad un nipotino. Il suo approccio con il Bonsai era dovuto probabilmente al suo DNA per il suo carattere romantico; da ragazzo, infatti, gli piaceva ammirare gli alberi fioriti in primavera, ed allungando un braccio vedeva l’albero proiettarsi sul palmo della sua mano. E fu così che gli nacque l’idea di creare un albero in miniatura che potesse vivere in una ciotola da ammirare fra le mani. Ha attinto le sue conoscenze dalla natura che lo circonda, la Natura, infatti, è stata il suo vero Maestro. All’epoca ignorava l’esistenza del Bonsai che apprese, casualmente, tre anni dopo, leggendo un articolo riguardo alla prima Euroflora del 1966 che si tiene a Genova ogni cinque anni. In quella prima grande occasione ci furono dei giapponesi che esposero degli “Alberi in miniatura coltivati nei vasi”, ma non geneticamente tali, bensì creati artisticamente dall’uomo! Il nome del Giardino Museo Bonsai della Serenità ha sicuramente fatto il giro del mondo e molte sono le persone che l’hanno visitato, sia pure in modo virtuale, ma anche dal vero. E’ un nome facile da ricordare, forse un po’ meno quello del suo creatore: Armando Dal Col. Il Giardino Museo Bonsai della Serenità si estende su un’area di mille metri quadrati circa, compreso una parte della collina ed è stato progettato affinché la sua fruizione fosse allargata non ai soli appassionati, ma a un pubblico più vasto, perché il giardino sia un veicolo educativo per chi non possiede la cultura del verde. Lo scopo è quello di preservare quanto è stato creato in questi decenni, affinché anche le generazioni future possano ammirare questi capolavori naturali viventi. Il museo Bonsai è visitabile tutti i giorni e qui, più che altrove, si possono ammirare le centinaia di opere create da Armando in più di quarant’anni di incessante ricerca evolutiva, molte delle quali sono state pluripremiate in Giappone dalla Nippon Bonsai Association, la massima autorità mondiale di Bonsai la quale, già nel lontano 1982 gli ha dedicato una pagina nella loro rivista “BONSAI SHUNJU” e, nel 1986 gli ha rilasciato il diploma ufficiale di merito di “Istruttore maestro” dell’arte Bonsai grazie alle sue creazioni, come il famoso “Faggio Patriarca” classificatosi al primo posto al concorso internazionale nel 1986. Ma innumerevoli riconoscimenti e primi premi li ha avuti anche in campo nazionale come la famosa TARGA ORO UBI 2003 rilasciatagli dall’UNIONE BONSAISTI ITALIANI (UBI) per i suoi meriti nella diffusione dell’Arte Bonsai amatoriale in Italia, e per il suo quarantennale alla carriera nel bonsaismo. I suoi libri: BONSAI E SUISEKI, BONSAI L’EVOLUZIONE, BONSAI DELLA FLORA ITALICA, e BONSAI TECNICHE SOFISTICATE hanno avuto il plauso fra gli appassionati di Bonsai, e non solo in Italia. La sua fama incontrastata è cresciuta grazie anche -e soprattutto- alla preziosa collaborazione della moglie Haina, conosciuta in uno dei suoi viaggi in Estremo Oriente, divenuta discepola appassionata e silenziosa, dotata di talento e di un grande entusiasmo ed intenso amore per la Natura. Il visitatore che si reca a visitare il Giardino Museo Bonsai della Serenità sito nel centro storico del comune di Tarzo, nella Marca Trevigiana a Ovest fra Vittorio Veneto e Conegliano, rimane “catturato” dalle bellezze dei vigneti lungo la “Strada del vino bianco del famoso Prosecco” e, dell’incantevole valle con i laghi e le colline che circondano Tarzo, trovandosi nello stesso tempo fra due mondi. Il 1°, immerso nel caotico mondo frenetico del giorno d’oggi, mentre nel 2° gli sembrerà di tuffarsi indietro nel tempo, immerso in un’atmosfera particolarmente suggestiva. I Bonsai, non semplicemente esposti, a fila sui bancali, o appoggiati su dei tronchi, o negli spazi faticosamente ricavati sulla collina, ma inglobati nel verde quasi fossero un tutt’uno, divengono così un luogo di riflessione, di meditazione, di ricreazione, di diletto. Grazie alla magia dei suoi silenzi, il visitatore nel lento fluire delle stagioni avrà l’opportunità di vivere l’atmosfera rarefatta intrisa di filosofia Zen, presente nel Giardino Bonsai della serenità, e gioire del contrasto tra un piccolo angolo orientaleggiante e lo sfondo delle Dolomiti Bellunesi, contrasto che è anche rapporto dialettico tra i due scenari. A chiunque desideri vivere le piacevoli sensazioni che il Giardino Bonsai suscita, Armando e Haina sono ben lieti di aprire le loro porte ai visitatori. Tel. 0438.587265. Cell. 349 3708802. Foto 1. ARMANDO E HAINA “Ripresi” in una zona del Giardino Museo Bonsai della Serenità in un periodo dell’anno particolarmente suggestivo. Foto 2. IL GIARDINO MUSEO BONSAI DELLA SERENITA’ RIPRESO IN AUTUNNO. Foto 3. Armando Dal Col e la moglie Haina di fianco al famoso “FAGGIO PATRIARCA” fotografato nella primavera del 2006. Foto 4. Haina rimodella un vecchio Pino silvestre, il quale necessita di essere “ripulito” da una vegetazione dominante. Foto 5. Haina è giunta al termine della rimodellatura del pino, togliendo le parti dominanti che potrebbero indebolire i rametti deboli e, riposizionando i rami per farli assumere un aspetto più gradevole nella forma complessiva del Bonsai. ARMANDO DAL COL E LA MOGLIE HAINA SI RENDONO DISPONIBILI A CHIUNQUE DESIDERI FARSI RIMODELLARE UN LORO BONSAI O FREQUENTARE DEGLI STAGE PERSONALI IN SEDE.
GARDEN MUSEUM BONSAI OF THE SERENITA', OF ARMING FROM WITH Arming From With it is one of the founding fathers between the most famous cultori and Italian creators of Bonsai of the first generation, which mostly uses species native of the Italian and European flora, spacing its interest also for some species Japanese and of the international florovivaismo. It has attributed a Japanese name to its garden: “SIX WA BONSAI EN”, literally, Garden Bonsai of the Serenity. In January of 1998, moved definitively from Belluno to Tarzo, - its native country the called Garden is hour “GARDEN MUSEUM BONSAI OF the SERENITA'” com' was in its aspirations. From true pioneer, it has begun its passion for the trees in miniatura in the far spring of 1963 after it are moved from LONGARONE to Belluno beginning with I fish from fruit. The destiny it therefore has saved from the immane catastrophe of 9 the happened VAJONT October of the same year, whose waters had cancelled the country of Longarone with to its parents, one sister and a nipotino. Its approach with the Bonsai had had probably to its DNA for its romantico character; from boy, in fact, it appealed to to it to admire the trees bloomed in spring, and lengthening an arm it saw the tree to cast on the palm of its hand. And it was therefore that nacque the idea to create a tree in miniatura that could living in one ciotola admire between the hands. It has reached its acquaintances from the nature that encircles it, the Nature, in fact, he has been its true Master. To the age it ignored the existence of the Bonsai that learned, accidentally, three years after, reading an article with regard to the first Euroflora of 1966 that it keeps to every Genoa five years. In that first great occasion there were of the Japanese who exposed of the “Trees in miniatura cultivate to you in go themselves”, but not genetically such, but created artistic from the man! The name of the Garden Museum Bonsai of the Serenity has sure gone around of the world and many are the persons who have visited it, are pure in virtual way, but also from the true one. And' a name easy to remember, perhaps a little less that one of its creator: Arming From With The Garden Museum Bonsai of the Serenity extends on an area of thousand meters squared approximately, comprised a part of the hill and has been planned so that its fruizione was increased to the single ones does not get passionate to you, but to public the immensest one, because the garden is an educational vehicle for who does not possess the culture of the green. The scope is that one of preservare how much has been created in these decades, so that also the future generations can admire these natural capolavori living. The museum Bonsai is visitabile every day and here, more than elsewhere, the hundreds of works created can be admired from Arming in more than forty years than incessant evolutionary search, many of which have been pluripremiate in Japan from the Nippon Association Bonsai, the maximum world-wide authority of Bonsai which, already in far away the 1982 has dedicated to a page in their review “BONSAI to it SHUNJU” and, in 1986 it has rilasciato the official diploma of merit of “main Instructor” of the art Bonsai thanks to its creations, like the famous “Faggio classified Patriarch” to the first place to the international competition in 1986. But innumerevoli acknowledgments and first prizes have had them also in national field like the famous PLATE GOLD UBI 2003 rilasciatagli from ITALIAN UNION BONSAISTI (UBI) for its merits in the spread of the Art amatoriale Bonsai in Italy, and for its quarantennale to the career in the bonsaismo. Its books: BONSAI and SUISEKI, BONSAI the EVOLUTION, BONSAI OF FLORA ITALICA, and SOPHISTICATED TECHNICAL BONSAIS have had the plauso between get passionate you to it of Bonsai, and not only in Italy. Its incontrastata reputation has grown thanks also - and above all to the precious collaboration of the moglie Haina, known in one of its travels in Far East, become passionate and silent disciple, equipped of talent and a great enthusiasm and intense love for the Nature. The visitor that os to visit the Garden Museum Bonsai of the situated Serenity in the historical center of the common one of Tarzo, in Marca Trevigiana to the West between Vittorio Veneto and Conegliano, remains “captured” from the beauties of the vineyards long the “Road of the wine white man of the famous Prosecco” and, of the charming one at the same time goes them with lagos and the hills that they encircle Tarzo, finding itself between two worlds. The 1°, dipped in the chaotic phrenetic world of the day today, while in 2° it it will seem to dive itself behind in the time, dipped in a particularly evocative atmosphere. The Bonsais, not simply exposed, to row on the benches, or support to you on the log, or in the spaces laboriously it gains to you on the hill, but inglobati in the green nearly they were tutt' a one, become therefore a delight, recreation, meditation, reflection place. Thanks to the mag ia dei suoi silenzi, il visitatore nel lento fluire delle stagioni avrà l’opportunità di vivere l’atmosfera rarefatta intrisa di filosofia Zen, presente nel Giardino Bonsai della serenità, e gioire del contrasto tra un piccolo angolo orientaleggiante e lo sfondo delle Dolomiti Bellunesi, contrasto che è anche rapporto dialettico tra i due scenari. A chiunque desideri vivere le piacevoli sensazioni che il Giardino Bonsai suscita, Armando e Haina sono ben lieti di aprire le loro porte ai visitatori. Tel. 0438.587265. Cell. 349 3708802. Foto 1. ARMANDO E HAINA “Ripresi” in una zona del Giardino Museo Bonsai della Serenità in un periodo dell’anno particolarmente suggestivo. Foto 2. IL GIARDINO MUSEO BONSAI DELLA SERENITA’ RIPRESO IN AUTUNNO. Foto 3. Armando Dal Col e la moglie Haina di fianco al famoso “FAGGIO PATRIARCA” fotografato nella primavera del 2006. Foto 4. Haina rimodella un vecchio Pino silvestre, il quale necessita di essere “ripulito” da una vegetazione dominante. Foto 5. Haina è giunta al termine della rimodellatura del pino, togliendo le parti dominanti che potrebbero indebolire i rametti deboli e, riposizionando i rami per farli assumere un aspetto più gradevole nella forma complessiva del Bonsai. ARMANDO DAL COL E LA MOGLIE HAINA SI RENDONO DISPONIBILI A CHIUNQUE DESIDERI FARSI RIMODELLARE UN LORO BONSAI O FREQUENTARE DEGLI STAGE PERSONALI IN SEDE.
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